Pubblicato da: zamboniandrea su: 22/11/2009

Seppur un po’ datato oggi vi propongo un video che trovo molto interessante, alla luce dei temi che The Hub vuole trattare e della sensibilità che il tema ambientale ha raggiunto.
William McDonough e Michael Braungart hanno proposto attraverso il loro libro Cradle to Cradle (2006) un nuovo approccio al design industriale, capace di combinare la produzione di beni di massa con la salvaguardia dell’ambiente. In natura un rifiuto viene riutilizzato da altre specie, McDonough e Braungart ripropongo la stessa metodologia per gli oggetti realizzati dall’uomo e distribuiti su larga scala.
Se la fase progettazione industriale venisse modificata includendo anche i il riciclo, si potrebbe attuare il ciclo dalla Culla alla Culla (“From Cradle to Cradle”), ossia gli oggetti terminata una prima fase di utilizzo potrebbero avere una seconda funzione e cioè una rinascita (imballaggi eco-compatibili / fertilizzanti). Contrariamente al giorno d’oggi la maggior parte dei prodotti sul mercato sono pensati per avere una nascita, un utilizzo ed una morte (dalla culla alla tomba).
Nasce così l’idea di realizzare una certificazione C2C, con la volontà di identificare quei prodotti che sono realizzati con prodotti che possono essere assorbiti in natura senza impatto. L’approccio C2C predica l’abbondanza di prodotti “riassorbibili”, inserendo la sostenibilità come valore aggiunto e fondante, diversamente da altri approcci che tendono a sottolineare la minima quantità di prodotti nocivi per la salute, senza considerare l’impatto dovuto al riciclo o allo smaltimento del prodotto inteso come rifiuto. Tra i clienti che il marchio C2C può vantare troviamo Nike, Frito-lay, Gap Inc., Habitat, Heinz ed IBM.
Pubblicato da: paolocampagnano su: 19/11/2009
Giovedì prossimo 26 Novembre organizzeremo un incontro presso l’hotel Nerocubo di Rovereto sul tema dell’arte come strumento di interazione. Due ore dense di contenuti e di esperienze concrete a cui partecipare portando le vostre idee e i vostri progetti per farli conoscere e confrontarli con i punti di vista degli altri partecipanti alla serata. Si parlerà di arte, di ambiente e di design ma non sarà un appuntamento dedicato esclusivamente a chi si occupa tutti i giorni di questo: come sapete a noi di Hub piace mescolare, quindi siete tutti invitati!
Se pensate di partecipare vi chiediamo per comodità di comunicarlo al nostro indirizzo mail hubrovereto@gmail.com
A presto!
Pubblicato da: paolocampagnano su: 17/11/2009
Di seguito trovate il link per scaricare il volantino:
La Manifattura si presenta!
Come sapete la casa di The Hub Rovereto sarà situata all’interno della Ex Manifattura Tabacchi che sta vivendo una fase di ristrutturazione e riprogettazione. Siamo quindi entusiasti di invitarvi all’evento di presentazione del Masterplan realizzato dai tre grandi nomi che vedete riportati sulla locandina: Kengo Kuma (Museum of Kanayama, Nagasaki Prefecture Art Museum, Great Bamboo Wall), Carlo Ratti (Digital Water Pavillion, St. Paul penthouse), Alejandro Gutierrez (Arup milano)
Vi aspettiamo quindi il 25 al Mart, ci riconoscerete dalle spillette Hub, anzi se siete anche già in possesso di questo gadget esclusivo non lasciatelo a casa!
E ricordatevi di tenervi libero anche il 26…
Di seguito alcune info più dettagliate
Il 25 novembre, alle ore 18.00, nella sala conferenze del Mart il team si presenterà al pubblico con interventi di Kengo Kuma, Carlo Ratti e Alejandro Gutierrez. Nell’occasione saranno presentati alcuni dei principali progetti già realizzati, per favorire una conoscenza diretta della filosofia di lavoro e delle metodologie che i progettisti applicheranno nel corso della realizzazione del master plan della nuova Manifattura.
La partecipazione all’incontro è libera e benvenuta. E’ assicurata la traduzione simultanea.
Pubblicato da: jari su: 17/11/2009
Tratto da Nova 100 di Alessia Maccaferri
Un mercato dove le buone idee hanno un valore, anche economico. All’inziio fu il Brasile, con la prima Social Stock Exchange a livello internazionale. Nata dall’idea di un consulente aziendale come Celso Grecco, l’Environmental and Social Investment exchange (Bvs&A) ha garantito dal 2003 quasi sei milioni di dollari a 70 imprese filantropiche. Le organizzazioni non profit presentano progetti ambientali e sociali, dopo aver passato una selezione di un team di valutatori. Privati e imprese possono scegliere il progetto e il numero di “azioni” da acquistare. E seguire poi l’andamento del piano. Il tutto sotto la supervisione di Bovespa, la Borsa finanziaria di San Paolo.
Negli ultimi anni iniziative simili a livello mondiale si sono moltiplicate con piattaforme sul web come Sasix, Gexsi, Myc4. Le aziende trovano progetti trasparenti sui quali investire la corporate social responsability. Le organizzazioni non profit trovano alleati. L’incontro non avviene solo sulle risorse. Per esempio, Betterplace è una piattaforma dove si incrociano anche know-how, idee, volontari. Le differenze maggiori rispetto a una Borsa tradizionale sono l’assenza di trading e il fatto che il ritorno sull’investimento sia solo sociale. Per ora, però. Perché i tempi sono maturi per la creazione di una vera e propria Borsa. Ci sta pensando Londra, dove è stata creata una società ad hoc che sta raccogliendo capitali. L’Italia potrebbe partire prima con un progetto promosso dall’economista Stefano Zamagni.
Lo studio di fattibilità di una vera e propria Borsa sociale è alle battute finali. L’idea di fondo è creare un soggetto promotore al quale possano aderire il mondo del non profit, le fondazioni, le Camere di commercio, gli enti locali, in primis le Regioni (particolarmente interessate Toscana e Lombardia). Questo soggetto promotore potrebbe avviare una partnership con un’impresa già qualificata per gestire un mercato dei capitali come – per esempio – Borsa Italiana (per ora coinvolta in termini di consulenza tecnica). «Le organizzazioni non profit costituiranno società veicolo per l’emissione di titoli, azioni e obbligazioni» spiega Davide Dal Maso, partner di Avanzi, che sta elaborando lo studio. Accanto ai tradizionali parametri per la determinazione del prezzo come le aspettative di valore economico, nella futura Borsa si terrà conto del valore sociale. Così come per la rendicontazione dell’impresa. Si sta definendo una metrica considerando il capitale umano, le relazioni con i clienti, la governance, il capitale ambientale. Che andranno poi declinati a seconda del business sociale specifico. «I titoli potranno essere venduti o acquistati sulla base di un meccanismo tipo asta con negoziazione giornaliera» spiega Dal Maso. E gli investitori? Saranno persone disposte a investire «capitali pazienti e responsabili», ad aspettare più tempo per avere un rendimento, comunque minore in termini finanziari, sapendo che ci sarà un ritorno di tipo sociale. Questo aspetto scongiura investimenti di tipo speculativo e quindi i rischi connessi alla volatilità.
Pubblicato da: jari su: 27/10/2009

Forse non lo sapevate ma in tutta l’Albania ci sono più di 750,000 bunker abbandonati, piccolo ricordo del dittatore comunista Enver Hoxha e della sua politica xenofoba. Oggi Gyler Mydyti & Elian Stefa hanno sviluppato un progetto chiamato Concrete Mushrooms che capovolge del tutto la concezione e finalità trasformando i bunker militari dispersi tra colline e montagne del paese in un network di eco-hotel, cafè, shops e altro ancora.

Il progetto Concrete Mushrooms non vuole solo trasformare i bunker dell’Albania in un asset economico fruibile e rivalutato, ma riprendersi e ripensare questi luoghi.
Ci sono tre principali dimensioni di bunker e questo assime ad una analisi sistematica che prevede assegnare funzioni, destinazioni e servizi offerti dalle diverse tipologie di location permetterà senza dubbio di stimolare una economia locale, un mercato del lavoro e veicolare un impatto sociale importantissimo.
Scaricate la brochure di Concrete Mushrooms

[link via inhabitat]
Pubblicato da: zamboniandrea su: 24/10/2009
Con questo post il team di The Hub Rovereto vuole ringraziare tutti coloro che hanno partecipato il 22 ottobre alla serata di presentazione del progetto presso lo spazio Off di Trento. L’attività di The Hub Rovereto proseguirà nei prossimi mesi con l’organizzazione di eventi particolarmente legati alla filosofia del progetto e su temi specifici per poi, in seguito, concentrarsi sulla coocreazione di uno spazio ad Hoc per i futuri Hubbers di Trento, Rovereto e dintorni.
Un ringraziamento particolare va a Maura, Gianluca e Daniele, per averci fornito uno spazio caldo ed accogliente, ideale per la presentazione del progetto Hub e a Mauro per averci permesso di proiettare il suo cortometraggio .
Di seguito trovate alcune fotografie della serata.



Pubblicato da: zamboniandrea su: 14/10/2009

Aperitivo 22-10-09
Carissimi,
dopo questi mesi intensi di lavoro vogliamo invitarvi all’evento che vuole dare inizio finalmente al percorso che ci porterà ad aprire lo spazio Hub a Rovereto!
L’appuntamento è fissato per GIOVEDI 22 ottobre dalle ore 18.30 allo Spazio OFF a Trento (mappa - via venezia 5, Trento ) all’evento di Hub Rovereto.
Potrete interagire con le persone che in questi mesi si sono incontrate sotto l’idea di poter cambiare il mondo e di costruire qualcosa di importante insieme.
Uno spazio stimolante e un buon bicchiere di vino faranno da cornice ad una serata in cui vogliamo raccontarvi come noi immaginiamo The Hub e condividere insieme un percorso che ci porterà ad inizio primavera del prossimo anno ad aprire le porte di Hub Rovereto.
Durante la serata verrà proiettato il cortometraggio “L’elefante tra i cristalli” di Mauro Giovannini classificato al terzo posto al concorso Venice&Film.
Vi aspettiamo.
Pubblicato da: jari su: 09/10/2009

Ray Anderson è solo il fondatore e presidente della più grande impresa al mondo di moquette modulare: Interface Inc. È anche il nonno della sostenibilità aziendale. Nel 1995 Anderson ha avviato una missione per rimuovere completamente l’impatto di Interface Inc. sulla Terra. Con il suo nuovo libro “Confessioni di un industriale radicale”, Anderson esplora la storia dietro la ricerca della sostenibilità.

Ray racconta cosa lo ha portato ad affrontare il tema della sostenibilità dentro Interface, un percorso che viene descritto da Ray come una scalata in montagna, un percorso verso l’Everest ma molto più difficile!
Il percorso verso la sostenibilità e la cima (=impatto ambientale zero) passa attraverso 7 step:

[LINK INAHBITAT]