Pubblicato da: zamboniandrea su: 16/01/2010
Ciao a tutti!
E’ con molto piacere che vi presentiamo il nostro nuovo Blog! Una nuova veste grafica e tanti nuovi strumenti! Potete rimanere aggiornati in tempo reale sugli eventi e su tutte le news della community di Hub Rovereto su twitter e su facebook.
Il blog lo potete trovare all’indirizzo www.hubrovereto.com
Pubblicato da: jari su: 10/01/2010

Dopo una chiacchierata sulla disoccupazione con un amico che da qualche anno lavora in Spagna, volevo condividere un interessante articolo tratto da Reuters.it (anche su twitter @reuters italia) dell’8 gennaio 2010. I dati sono incoraggianti…ma con finale!
*ho operato dei taglia/incolla per farvi percepire l’essenza dell’articolo in 7 punti: enjoy
[1] Tasso di disoccupazione ai massimi dal marzo del 2004 in Italia. In novembre, secondo l’Istat, i tasso dei senza lavoro, destagionalizzato, è salito all’8,3%. Il dato è da confrontare con l’8,2% di ottobre (a sua volta rivisto al rialzo, dall’8% della rilevazione precendente).
[2] “L’aumento del tasso di disoccupazione deriva dal fatto che l’Italia si trova nel pieno del ciclo negativo” commenta l’economista di Bnp Paribas Luigi Speranza…
[3] “L’andamento dei dati fino alla scorsa estate ci aveva un po’ illuso: si pensava che l’Italia potesse uscire dalla crisi con abbastanza pochi danni. Ma ora il quadro è cambiato” dice Marco Valli, economista di Unicredit…
[4] Secondo Paolo Mameli di Intesa Sanapaolo “si nota come la disoccupazione stia colpendo soprattutto i precari e le fasce di età più giovani”.
“Bisogna anche dire che se considerassimo tra i disoccupati anche i lavoratori attualmente in cassa integrazione, il tasso sarebbe più alto di oltre un punto percentuale”…
[5] Dai dati Istat emerge che tra i giovani il tasso di disoccupazione ha raggiunto in novembre addirittura il 26,5%: un dato tanto più preoccupante se si tiene presente, come fa notare l’Istituto, che sono proprio i giovani, insieme alle donne del sud, a guidare l’incremento dei cosiddetti inattivi, cioè di quelle persone fuori dal mercato del lavoro e quindi non computate dalle statistiche.
[6] Gli economisti sembrano dunque sostanzialmente concordi nel ritenere che il peggio, in termini di disoccupazione, debba ancora concretizzarsi.
[7] “Temo che il picco in Italia non sia stato toccato” prevede Speranza…
Quindi in sintesi siamo lontani dal picco peggiore e la disoccupazione tra i giovani al 25%.
Hub come strumento per creare mercato
Se quindi il mercato non è in grado di assorbire forza lavoro penso che questo sia una grossa opportunità per chi abbia una mezza idea di mettersi in proprio e dare vita alla propria idea imprenditoriale.
In un momento di contrazione economica, dove spesso le risorse finanziarie sono scarse il focus verso l’innvazione e l’attenzione verso l’essenza della propria idea imprenditoriale si accentua e porta a risultati incredibili.
Hub vuole andare in questa direzione dando alle persone che vogliono re-inventarsi, che vogliono loro stesse creare il proprio mercato, la possibilità di realizzare le loro idee, i loro sogni.
A breve verranno comunicate le prossime tappe mensili degli incontri di Hub (se ve ne siete persi qualcuno ecco i link qui / qui / qui ) dove potrete capire cosa Hub sta realizzando e come poter dare vita alla propria idea, progetto..cambiamento!
Pubblicato da: jari su: 04/01/2010
Pubblicato da: zamboniandrea su: 16/12/2009
Ecco a voi come è organizzato un hub e cosa succede al suo interno. Ringraziamo Valeria, Massimo e Mariangela, il nostro team di architetti, che ha realizzato questo fumetto e tutto il team di The Hub Rotterdam che ha ci ha ospitato per una giornata!
Pubblicato da: jari su: 15/12/2009
L’agenzia londinese Hu2 Desgin ha creato una serie di adesivi che vogliono far aumentare l’uso responsabile dell’elettricità. Diciamo che ogni volta che attaccate il vostro laptop alla presa vi ricorderete da dove l’energia proviene…e quanto sia preziosa!
[link]
Pubblicato da: zamboniandrea su: 28/11/2009
Oggi pubblichiamo questo interessante video sul carburante biodiesel. Vogliamo sottolineare come delle piccole realtà come Rovigo e Graz risultino particolarmente attente nella ricerca di carburanti che minimizzino l’impatto ambientale, sviluppando nuovi posti di lavoro e riqualificando, come nel caso di Graz, aree poco sfruttate ed “arretrate”.
Realtà come il Trentino, già all’avanguardia su temi come la sostenibilità ambientale, risultano essere terreni fertili per la realizzazione di progetti simili, che The Hub Rovereto vuole stimolare e pubblicizzare.
Pubblicato da: zamboniandrea su: 24/11/2009

Gionata Gatto, un designers italiano che lavora ad Eindhoven, ha progettato Urbanbuds, una sorta di “orto portatile”. Urbanbuds ha la forma di una valigia trasportabile riempita con del terriccio. Sulla sua superficie possono essere coltivati 36 tipi di piante differenti e grazie alla sua possibilità “manovrabilità” può essere utilizzata in diversi spazi tra cui le aree pubbliche. Potrebbe essere un buon esempio per una sorta di educazione all’ambiente anche nelle aree metropolitane e cittadine.

Ricordatevi di passare a trovarci Giovedì!
[via designboom.com]
Pubblicato da: zamboniandrea su: 22/11/2009

Seppur un po’ datato oggi vi propongo un video che trovo molto interessante, alla luce dei temi che The Hub vuole trattare e della sensibilità che il tema ambientale ha raggiunto.
William McDonough e Michael Braungart hanno proposto attraverso il loro libro Cradle to Cradle (2006) un nuovo approccio al design industriale, capace di combinare la produzione di beni di massa con la salvaguardia dell’ambiente. In natura un rifiuto viene riutilizzato da altre specie, McDonough e Braungart ripropongo la stessa metodologia per gli oggetti realizzati dall’uomo e distribuiti su larga scala.
Se la fase progettazione industriale venisse modificata includendo anche i il riciclo, si potrebbe attuare il ciclo dalla Culla alla Culla (“From Cradle to Cradle”), ossia gli oggetti terminata una prima fase di utilizzo potrebbero avere una seconda funzione e cioè una rinascita (imballaggi eco-compatibili / fertilizzanti). Contrariamente al giorno d’oggi la maggior parte dei prodotti sul mercato sono pensati per avere una nascita, un utilizzo ed una morte (dalla culla alla tomba).
Nasce così l’idea di realizzare una certificazione C2C, con la volontà di identificare quei prodotti che sono realizzati con prodotti che possono essere assorbiti in natura senza impatto. L’approccio C2C predica l’abbondanza di prodotti “riassorbibili”, inserendo la sostenibilità come valore aggiunto e fondante, diversamente da altri approcci che tendono a sottolineare la minima quantità di prodotti nocivi per la salute, senza considerare l’impatto dovuto al riciclo o allo smaltimento del prodotto inteso come rifiuto. Tra i clienti che il marchio C2C può vantare troviamo Nike, Frito-lay, Gap Inc., Habitat, Heinz ed IBM.
Thanks to Natalia ( and all the people of Hub Rotterdam) for the information about Cradle to Cradle!!!